mercoledì 26 luglio 2017

La bellezza come esperienza

Cos'è il bello? E il gusto? Due concetti difficili da definire senza incorrere nella banalizzazione per semplificare, senza imbrigliarsi in spiegazioni complicate per conglierne tutta la complessità. Le due giornate di arts in management che ho progettato e condotto per In's Mercato a Venezia con il Laboratorio per il lavoro e la persona, intendevano approcciare e suggerire risposte ai due quesiti, attraverso un'esperienza il più possibile completa e complementare, in due momenti distinti di fruizione e pratica.  Il lavoro dell'artista, che da sempre si è misurato col concetto di bello, ci ha aiutato ed accompagnato idealmente. Ci siamo perciò immersi nell'arte moderna e contemporanea, avvantaggiati dal contesto scenografico della città e della laguna, che ha amplificato e suggerito ulteriori riflessioni alla nostra esperienza. Abbiamo poi approfondito e cercato di mettere in pratica, ciascuno con i propri strumenti, le osservazioni, i ragionamenti e le impressioni vissute. Sempre tenendo presente che la creatività è un atto sensibile, emozionale, istintivo, estetico e poetico, ma anche un atto volitivo e intellettuale e cioè di ricerca, studio, metodo, disciplina e intenzione.

Femme qui marche, bronzo di Alberto Giacometti del 1936; Joseph Cornell, Setting for a Fairy Tale, assemblaggio di diversi materiali su scatola di legno con vetro del 1942; dirimpetto a Cà Venier dei Leoni e Sulla spiaggia di Pablo Picasso, olio del 1937.

Il primo approccio è stato estetico; per certi versi controintuitivo e sconcertante. Ignorando con intenzionalità la cronologia storica, siamo partiti dall'esperienza critica delle avanguardie storiche, proprio dal punto in cui la mancanza di senso della rappresentazione del reale visibile ha spinto l'artista a cercare nuove realtà (interiori, soggettive, metafisiche,...) e a disfarsi a volte proprio di quel concetto di bello che strutturava e sorreggeva tutta la ricerca precedente. Sapendo osare il "bello liberato dal piacere che l'uomo procura all'uomo", ricercando una "bellezza ideale che (...) sia l'espressione dell'universo", come la definiva Guillaume Apollinaire rispetto l'esperienza cubista.

Vasilij Kandiskij, Verso l'alto, olio su tela del 1921; il giardino delle sculture del Guggenheim e la Boîte en-valise, assemblaggio di Marcel Duchamp del 1941

Le stanze del Guggenheim, dove la città entra e circola in un continum armonico d'epoche raro, ci hanno offerto camei di esperienze diverse e forti, a volte contrastanti, testimoni tuttavia di una stessa base costitutiva. Forma, colore, composizione. Tutta la storia dell'arte e dei suoi significati, le intenzioni, le poetiche e gli stili sono contenuti in ognuno di questi singoli elementi, insieme riflessioni e gesti, e nella loro relazione reciproca. Il salto a ritroso alle Gallerie dell'Accademia, l'immersione nella pittura veneta dal Medioevo al pieno Rinascimento, ce l'ha poi mostrato e svelato. Come? Come avvicinare Paolo Veneziano a Vasilij Kandiskij? Mentre ci diciamo "In alcun modo" e senza dubbio non c'è contatto esplicito tra i due artisti, cogliamo come la spiritualità e il lirismo indagati e sperimentati da Kandiskij sul colore, nè descrittivo nè oggettivo, e la stilizzazione verso una metafisica della forma, intercettano una dimensione spirituale dell'arte molto simile a quella che si trova esaltata nei polittici di Paolo Veneziano, nei sontuosi fondi a foglia d'oro, nell'uso simbolico del colore, la ripartizione scandita e senza profondità degli spazi, la fissità composta e incorporea dei santi. In un salto di sei secoli. Un esempio che coglie quanto nella storia dell'arte ci siano contatti e affinità, ritorni e cicli, come varianti e rotture allo stesso tema, sovversioni o citazioni, ma sempre ponendo al centro riflessioni e soluzioni sul suo nucleo: la forma, il colore, la composizione. I risultati (e intenti) sono evidentemente diversi, contrastanti, opposti, ma altre volte vicini, simili, dialogici. Un altro esempio, tra i tanti: la prospettiva dello spazio nel sogno di Sant'Orsola di Vittore Carpaccio non è forse rappresentazione mentale, omogenea e codificata, una costruzione simbolica, uno degli elementi di ricerca di un equilibrio formale che rimanda ad altre dimensioni (così come l'analizza Panofsky)? In altro modo, con altre forme e intenti, l'astrattismo del Novecento non ha forse aspirato alla composizione di un sistema unificato, coerente e armonico, pur negando o trasfigurando la rappresentazione di uno spazio reale?
 
Dipinti di scuola veneta nel nuovo allestimento nell'ala dell'ex-chiesa della Carità; Il sogno di sant'Orsola di Vittore Carpaccio, olio su tela del 1495; le Gallerie e un particolare del Polittico di santa Chiara di Paolo Veneziano, del 1350 circa.

In questo contesto si inserisce, si mescola e si confonde il concetto di bello. Ogni epoca ha stabilito le proprie regole, ha fissato i propri canoni. Ed è indubbio che il risultato si leghi profondamene ad un'epoca e a tutti i campi dell'esperienza umana perchè la storia dell'arte non è disgiunta dalla storia generale, da ogni aspetto che riguarda l'uomo, la socità in cui vive e i suoi legami e rapporti con essa. L'uomo ha cercato, a volte, definizioni universalmente applicabili. Ma, come dicevamo, il gusto non equivale alla bellezza, non sempre.

La ricerca del Novecento ci ha permesso di approcciare in modo diverso anche l'arte dei secoli precendenti. I contatti con le altre arti, le esperienze multisensioriali sperimentate e percorse dal secolo scorso hanno dato all'artista consapevolezze fino a quel momento neppure sospettate. Queste riflessioni, durante e in seguito alla nostra passeggiata nei musei e in città, ci hanno suggerito piste e fornito esempi per la seconda parte del workshop.

Insieme di Matchbox di Kaija, artista finlandese

Durante la seconda giornata, attraverso esperienze contemporanee sul concetto di scatola come contenitore simbolico, i partecipanti sono stati invitati a progettare e realizzare un proprio personale "contenitore del sè", partendo da una scatola neutra e per tutti uguale, con il solo limite di non varcarne i "confini". Scatola quindi intesa come spazio che contiene un mondo e rimanda, suggerisce, riassume o racconta altro. L'approccio poteva essere concettuale, simbolico, introspettivo, evocativo oppure narrativo, compilativo, descrittivo. Luogo riservato a pochi oggetti significanti o messa in scena narrante, ciascuno poteva decidere i mezzi a lui più vicini per rappresentarsi, per esprimere la propria identità e personalità, eventualmente la propria storia. Le riflessioni sulla forma, il colore, la composizione, sono state riprese e concretamente usate. I diversi materiali sono stati intesi non solo come ricerca estetica, istintiva o emotiva, ma volontà di creare attraverso le loro qualità sensoriali rimandi concettuali, legami con la poesia, la letteratura, la storia (personale o collettiva). E' così infatti che un materiale freddo e duro come una lama, ci procura una sensazione tattile e visiva assimilabile ad una cesura, un taglio, uno choc emotivo, uno spigolo vivo che ci rappresenta. Viceversa, un materiale morbido, soffice, piacevole al tatto, può riportarci ad un fatto o una caratteristica che ci descrive altrettanto piacevoli e positivi. Lo stesso vale per i colori e le forme.


Nell'ultima parte della giornata, i partecipanti sono stati invitati a presentare al gruppo la propria scatola; successivamente a lavorare insieme a una composizione che riunisse tutte le loro scatole. Nessun limite dato: mobile o fisso, con scatole aperte o chiuse, con o senza interventi esterni, l'insieme doveva però rispondere ad un progetto collettivo condiviso. 

L'esperienza è stata quindi ricca e complessa. Ha dato spunti ed appunti per riflessioni intorno a un concetto -la bellezza- che in realtà ne riuniva, identificava e sviluppava altri. Ha spinto a mettersi in gioco, sperimentando mezzi inconsueti, costruendo concretamente legami tra oggetto visibile e pensiero, tra volontà e sensi, razionalità ed emotività.

Quali sono le considerazioni a margine di questa esperienza (ma che hanno strutturato l'intero intervento)? Anzitutto questa: la nostra capacità di cogliere dalla grande quantità di informazioni che riceviamo (visive anzitutto, ma non solo) ciò che è esteticamente armonioso, equilibrato, in grado di stimolare e poi appagare la nostra immaginazione, non è, o non solo, qualità innata. L'ambiente in cui si nasce e cresce ci può predisporre ad una sensibilità e a un esercizio mentale e visivo. Questi però si possono affinare. L'attenzione, la capacità critica a ciò che facciamo e a ciò che ci circonda si possono imparare, così come la cura e il tempo dedicato ad allenare il nostro occhio a scegliere. 


La passeggiata nei musei, nelle calli veneziane e in laguna, ci ha inoltre dato la possibilità di riconsiderare quanto generalmente l'arte sia stata compostamente raccolta negli spazi chiusi museali, in misura direttamente proporzionale all'indifferenza alla bellezza dei luoghi del vivere contemporaneo (urbano e domestico). Il museo è un luogo relativamente moderno e certo ci offre la possibilità di ammirare dal vero una grande quantità di opere d'arte racchiuse nello stesso edificio, possibilità altrimenti impossibile. Non dobbiamo però dimenticare che quelle stesse opere d'arte sono state concepite per altre destinazioni, luoghi, funzioni. Facevano parte dello scorrere naturale della vita, collettiva o individuale. Non c'è una soluzione a questo, e il museo ha il pregio della conservazione, protezione e fruizione democratica di quelle stesse opere. Eppure l'arte non sta solo nei musei (o in città restaurate come musei e quindi inerti). Abbiamo disimparato a considerarla come parte integrante del nostro quotidiano, alla stessa stregua di altri diritti. Abbiamo disimparato ad accorgerci della bellezza delle nostre città o, eventualmente, alla bruttezza che ci hanno spacciato per necessaria, dove funzionalità e progresso coinciderebbero con distruzione, depauperamento, appiattimento. Per la maggior parte decisioni di altri, prima di noi o più in alto di noi. Un bellissimo, illuminante saggio di Eugenio Turri sulla trasformazione del paesaggio contemporaneo, urbano e rurale (e che può facilmente estendersi all'interno, agli spazi del nostro abitare quotidiano) individua come priorità per l'uomo contemporaneo l'"educazione a vedere". Una capacità da imparare e sviluppare sempre più urgente, attenzione primaria che riunisce impegno architettonico e urbanistico e coscienza ecologica, ma anche il diritto/dovere alla memoria, testimonianza d'appartenenza e rispetto al lascito culturale, manifestazione del sentire degli artisti e dei poeti: la bellezza di un' armonia riconquistata tra ogni parte.

Sono convinta, infine, che nel nostro piccolo spazio quotidiano possiamo fare qualcosa, per noi stessi e per gli altri, affinchè la bellezza ci chiami e si imponga, con gesti e scelte quotidiani, piccole rivoluzioni silenziose e di per sè di poco conto, che contestano invece l'abbruttimento delle noste città e degli spazi in cui viviamo, gli oggetti che ci accompagnano. L'esperienza fatta in questi giorni l'ha dimostrato. E l'idea di un legame esclusivo tra bellezza e ricchezza va sminuito. Molte culture considerate modeste hanno sviluppato doti di sensibilità e pratica quotidiana della bellezza legate alla semplicità, pragmaticità e legame con l'ambiente che non esistono in altre culture più sofisticate e colte. Nella cultura popolare e contadina, per esempio, gli oggetti d'uso quotidiano, le abitazioni, il paesaggio agricolo, rispondono ad esigenze basilari e concrete, ma rivelano la capacità di inserire l'intervento artificiale dell'uomo, il suo lavoro e la vita, in un contesto naturale e in armonia con esso. Parlano inoltre della valorizzazione dei materiali, della sensibilità a cogliere la loro intrinseca bellezza, dello studio della forma semplice, funzionale e armonica negli oggetti e negli ambienti vissuti. "Una catasta di legno, se ben fatta, ben allineata, ben in squadra, se non cade, è bella" diceva Mario Rigoni Stern a Marco Paolini che lo intervistava nel 1999 per la regia di Carlo Mazzacurati, e rimando come suggestione, non solo visiva, a quello scambio (qui un'interessante lettura su questo passaggio).

In questo contesto l'artista possiede un ruolo privilegiato, qualsiasi siano i mezzi per esprimere l'urgenza alla riappropriazione della bellezza. Andreij Tarkovskij considerava la sua arte una missione, un dovere. Quello di "far sì che l'uomo avverta in sè l'esigenza di amare, di donare il proprio amore, che senta il richiamo della bellezza nel vedere i miei film", affermava. Anche in Dostoevskij la profezia "La bellezza salverà il mondo" include un valore morale, etico, umano. Quella stessa bellezza, materializzata nella Lattaia di Vermeer, che Wislawa Szymborska ci suggerisce col sussurro veemente della poesia come via d'uscita e di riscatto per l'uomo contemporaneo.
  
     “Finché quella donna del Rijksmuseum
      nel silenzio dipinto e in raccoglimento
      giorno dopo giorno versa
      il latte dalla brocca nella scodella,
      il Mondo non merita
      la fine del mondo”.


Qui di seguito alcuni dei libri che hanno strutturato il mio intervento a Venezia, che mi hanno suggerito in modo più o meno visibile la rotta da seguire, spesso poco lineare, e comunque non scontata, per giungere in porto:

GUILLAUME APOLLINAIRE, I pittori cubisti, SE
GIULIO CARLO ARGAN, Storia dell'arte italiana, 3 vv., Sansoni
AA.VV., La cultura del Novecento, Mondadori
CHARLES BOULEAU, La geometria segreta dei pittori, Electa
MANLIO BRUSATIN, Storia dei colori, Einaudi
VASILIJ KANDISKIJ, Lo spirituale nell'arte, SE e Punto, linea, superficie, Adelphi
PAUL KLEE, Teoria della forma e della figurazione, Mimesis
ALBERTO GIACOMETTI, Scritti, Abscondita
ERNST HANS GOMBRICH, La storia dell'arte raccontata da E.H. Gombrich, Einaudi
ERWIN PANOFSKY, La prospettiva come forma simbolica, Feltrinelli
ROBERTO PEREGALLI, I luoghi e la polvere, Bompiani
EUGENIO TURRI, Il paesaggio come teatro, Marsilio
BRUNO ZEVI, Saper vedere l'architettura, Einaudi

domenica 25 giugno 2017

Retours (et départs)



Retour en images sur mes derniers voyages, morceaux choisis d'instants, découvertes, retrouvailles, pauses, pas, bagages, lectures et dessins. Maintenant un été absorbé et occupé m'attend: un nouvel album est en chantier; un nouveau livre d'artiste en train de se composer. Et goutte à goutte, pendant l'automne et l'hiver, je dévoilerai et jourai moi même en regardant, couchés sur papier, tracés et peints puis façonnés en forme de livres, les visions, l'activité passionnée, le travail exigeant e la joie d'une année entière.

Ritorno in immagini sui miei ultimi viaggi, pezzi scelti d'instanti, scoperte, cose e persone ritrovate, pause, passi, bagagli, letture e disegni. Ora un' estate assorta e affacendata mi aspetta: un nuovo libro è in cantiere; un nuovo libro d'artista si compone. E goccia a goccia, durante l'autunno e l'inverno, svelerò e godrò io stessa guardando messi su carta, tracciati e dipinti e infine composti a forma di libri, le visioni, l'operosità appassionata, il lavoro esigente e la gioia di un intero anno.

martedì 16 maggio 2017

Prix des Incorruptibles


Et voilà, le grand moment est arrivé! Jeudi 1er juin à Paris les Prix des Incorruptibles seront décernés! La Grande Aventure du Petit Tout est finaliste pour la section CE1. J'y serai, et j'applaudirai aux gagnants. W la lecture!

Ed ecco, il gran momento è arrivato! Giovedì 1°giugno a Parigi i premi del Prix des Incorruptibles saranno consegnati! La Grande Aventure du Petit Tout è finalista per la sezione del primo biennio di scuola primaria. Ci sarò, e applaudirò ai vincitori! W la lettura!   


venerdì 28 aprile 2017

Méli-mélo d'images de l'expo

Ecco una serie di immagini sulla mostra STORIE (quasi) NATURALI, aperta il 28 marzo scorso a Milano. In mostra un nutrito gruppo di incisioni acquerellate che divagano sul tema del nonsense, il gioco dell'assurdo e una Storia Naturale del tutto sfasata. Ancora un giorno per visitare l'esposizione, che chiuderà domani 29 aprile, e per acquistare gli ultimi pezzi rimasti.

Voici une série d'images de l'expo HISTOIRES (presque) NATURELLES qui a ouvert le 28 mars dernier à Milan. L'expo regroupe un bon nombre de gravures peintes à l'aquarelle sur le thème du nonsense, le jeux de l'absurde et l' Histoire Naturelle détournée. Encore un jour pour visiter l'expo, qui fermera ses portes demain 29 avril, et pour acheter les dernières pièces disponibles.

domenica 12 marzo 2017

A la radio

Après Franz, Dora, la petite fille et sa poupée, Denis Cheissoux présente le dernier album L'histoire extraordinaire d'Adam R. dans son émission L'as-tu lu mon petit loup. Un regard plein de finesse sur mon travail et celui de Didier Lévy. C'est sur France Inter ce soir, de 19h55 à 20h. Voici le lien. Bonne écoute!

Dopo Franz, Dora, la petite fille et sa poupée, Denis Cheissoux presenta l'ultimo albo L'histoire extraordinaire d'Adam R. nella sua sua trasmissione L'as-tu lu mon petit loup. Uno sguardo pieno di acutezza sul mio lavoro e su quello di Didier Lévy. E' su France Inter questa sera, dalle 19.55 alle 20. Ecco il link. Buon ascolto!


mercoledì 22 febbraio 2017

Petit Tout live

Nathalie Le Breton, ancienne chroniqueuse des Maternelles, a crée il y a quelques mois sa plateforme et sa chaine Youtube Notiseoton pour parler de littérature jeunesse. Elle vient de publier une vidéo dans laquelle elle présente La grande aventure du Petit Tout, publié aux Editions Sarbacane. Un grand bonheur!

Nathalie Le Breton, animatrice della trasmissione televisiva francese Les Maternelles, qualche mese fa ha aperto un proprio canale Youtube, Notiseoton, per parlare di letteratura per ragazzi. E qui ha appena postato un video nel quale presenta La grande aventure du Petit Tout, uscito con le Edizioni Sarbacane. Grande soddisfazione!


martedì 14 febbraio 2017

Less is more (versione italiana)


Spesso tra contenuto e contenitore s’instaura un dialogo e questo rapporto stretto tra ciò che contiene e ciò che contenuto, tra mezzo e sostanza si potrebbe dire, arriva all’identificazione. In questi casi l’uno completa l’altro, lo spiega, lo definisce. Separarli è impossibile. Altre volte il contenitore diventa particolarmente prezioso perché ci svela invece una parte dell’opera (e del suo creatore) altrimenti nascosta. E’ in questo che verte il lavoro straordinario (nel senso letterale di: fuori dall’ordinario) Less in more del fotografo Illés Sarkantyu, interpretazione viva del lavoro di un altro fotografo, Lucien Hérvé. Un lavoro fuori dal comune, appunto.
 


Lucien Hervé (il suo vero nome era László Elkán) è conosciuto per essere stato uno dei più grandi fotografi d’architettura del dopoguerra, il fotografo accreditato di Le Corbusier e di altri architetti celebri come Alvar Aalto e Oscar Niemeyer. Si è spesso scritto sulla precisione e purezza del suo occhio, lodato il suo grande rigore, l’economia di mezzi e il modo, tutto personale, di tenersi al limite tra astrazione e figuratività, con lo scopo di riuscire a mostrare l’idea, il disegno che sta al di là dell’apparenza esteriore delle cose.

Less is more (version française)


Souvent entre contenu et conteneur s’instaure un dialogue, et ce rapport stricte entre ce qui contient et ce qui est contenu, entre moyen et substance on pourrait dire, arrive jusqu’à l’idéntification. Dans ces cas l’un complète l’autre, l’explique, le définit. Impossible de les séparer. D’autre fois, au contraire, le conteneur dévient particulierement precieux, car il nous devoile une partie de l’oeuvre (et de son créateur) autrement cachée. C’est en ceci que porte le travail extraordinaire Less in more de Illés Sarkantyu, intérpretation vive du travail d’un autre photographe, Lucien Hérvé. Un travail hors du commun.



Lucien Hervé (son veritable nom était László Elkán) est connu pour avoir été l’un des plus grandes photographes d’architecture de l’après guerre, le photographe attitré de Le Corbusier et d’autres architectes célébres, Alvar Aalto e Oscar Niemeyer entre autres. On a souvent écrit sur la pureté et précision de son oeil, loué sa grande rigueur, l’économie de moyens et à la façon, toute à lui, de se tenir sur la limite entre abstraction et figuration, dans le but d’arriver à montrer l’idée, le dessein par delà l’apparence extérieure des choses.

venerdì 10 febbraio 2017

Franz, Dora e le Immagini della fantasia




Sabato prossimo si aprirà il tour della Mostra Internazionale d'illustrazione di Sarmede, con la prima tappa a Monza. Alcuni originali tratti dal mio albo Franz, Dora, la petite fille et sa poupée saranno esposti nella sezione Panorama. Qui il calendario con tutte le tappe dell'itinerario, lungo e ricco di incontri e attività.

Samedi prochain à Monza (près de Milan) l'expo Internationale d'illustration de Sarmede commencera son tour. Des originaux tirés de mon album Franz, Dora, la petite fille et sa poupée seront exposés dans la section Panorama. Ici tout l'itineraire, long et riche en rencontres et activités.


martedì 7 febbraio 2017

Carte modificate




Fino al diciannovesimo secolo la carta era un bene raro e costoso e perciò riutilizzata. In particolare le carte da gioco scompagnate o sciupate venivano riutilizzate per differenti usi: carte da visita, contratti (immagine qui in basso), ricevute di prestiti, piccola corrispondenza, inviti, note,… Alle volte venivano addirittura ristampate per diventare certificati o diffondere testi politici o libelli.

Cartes détournées



Jusqu’au début du XIX siècle le papier étant rare, les cartes à jouer dépareillées ou abîmées étaient utilisées à des fins diverses: cartes de visite, réclames, reconnaissances de dettes, contrats (images ci-dessous), petite correspondance, invitations, notes… Parfois même elles étaient réimprimées, pour servir de certificat ou diffuser des textes politiques ou des pamphlets.

martedì 31 gennaio 2017

Un libro unico


Nel 1936 Picasso lavora alle incisioni di un’antologia della Histoire Naturelle di Buffon. La commissione gli era stata fatta dal mercante d’arte ed editore Ambroise Vollard, di cui però la morte improvvisa impedisce la pubblicazione. Per la quale si dovrà attendere il 1942 e il successore di Vollard, Martin Fabiani.

Picasso compie qui il suo sogno: avvicinare l’incisione alla pittura, attraverso la tecnica della maniera allo zucchero, ciò che gli permette di lavorare in modo altrettanto vivace e sciolto che nei dipinti.

Ma la storia e l’interesse del libro non si fermano qui. Picasso regala all’amante Dora Maar un esemplare del libro il 17 febbraio 1943, per riprenderlo qualche giorno dopo, in seguito ad una disputa. E’ qui che, in un solo pomeriggio e con estrema rapidità, Picasso disegna a pennino, pennello e inchiostro più di quaranta disegni, la maggior parte dei quali a piena pagina. Sono teste di animali, di uomini barbuti, di donne, metamorfosi dello stesso pittore e della sua amante. Una specie di bestiario affascinante e crudele, a volte misterioso, che testimonia i rapporti difficili tra Picasso e la sua compagna, e la fine del loro amore.

Un livre unique

En 1936 Picasso travaille aux planches gravées d’une antologie de l’Histoire naturelle de Buffon. La commande lui avait été faite par le marchand et éditeur Ambroise Vollard mais sa mort soudaine empêche la publication de l’oeuvre, qui devra attendre le 1942 et le successeur de Vollard, Martin Fabiani, pour être publiée.

Picasso accomplit ici son rêve: rapprocher la gravure à la peinture et ce en adoptant la technique de l’aquatinte au sucre, ce qui lui permet de travailler de manière aussi vive et libre que dans ses tableaux.

Mais l’histoire et l’intêret du livre ne s’arrêrent pas là. Picasso offre à sa maîtresse Dora Maar un exemplaire du livre le 17 janvier 1943, pour le reprendre quelques jours après, suite à une dispute. C’est alors que, dans l’espace d’un après-midi et avec une extrême rapidité, Picasso dessine au lavis d’encre et à la plume plus de quarante dessins, la plupart d’entre eux en pleine page. Ce sont des têtes d’animaux, d’hommes barbus, de femmes, métamorphoses du peintre lui même et de sa maîtresse. Une sorte de bestiaire fascinant et cruel, parfois mystérieux, qui temoigne des rapports difficiles entre Picasso et sa compagne, et la fin de leur amour.

mercoledì 25 gennaio 2017

Il dopo 121/ L'après 121

Qualche immagine della serata di ieri alla libreria 121 a Milano. Incontro che presentava l'albo appena uscito per Sarbacane Edizioni, L'histoire extraordinaire d'Adam R. (su un testo di Didier Lévy), nonchè apertura ufficiale della piccola esposizione di originali tratti dal libro. Un dialogo tra me e Emmanuelle Beulque, l'editrice del libro, sul dietro le quinte della creazione dell'albo, con la partecipazione di un pubblico attento e curioso.

La mostra proseguirà fino agli inizi di febbraio. E proseguirà anche il mio corso sul libro illustrato per ragazzi al Mimaster, in compagnia di Emmanuelle Beulque per due giorni, per concludersi venerdì prossimo. 


Quelques images de la soirée d'hier à la librairie 121 à Milan. La rencontre presentait l'album qui vient de sortir chez Sarbacane Editions L'histoire extraordinaire d'Adam R. (sur un texte de Didier Lévy) et ouvrait officiellement la petite expo d'originaux tirés du livre. Un dialogue entre moi et l'éditrice Emmanuelle Beulque sur les coulisses de la création de l'album, dialogue animé par un publique attentif et curieux.

L'expo poursuivra jusqu'au début février. Mes cours sur le livre jeunesse à l'école Mimaster de la ville poursuivront aussi, en compagnie d'Emmanuelle Beulque pendant deux jours, pour se terminer ce vendredi.

mercoledì 11 gennaio 2017

A la télé / In tivù




En début d'année LA GRANDE AVENTURE DU PETIT TOUT est passé à la télé. Pour découvrir l'épisode de la série La cabane à histoires avec mon album animé, suivez ce lien.

A inizio d'anno LA GRANDE AVENTURE DU PETIT TOUT é apparso alla tivù francese. Per scoprire l'eposodio della serie La cabane à histoires con il mio albo animato, seguite questo link.

 

L'épisode passera sur Piwi+, Canal+ Family  et sortira en DVD par Arte Editions en mars.

L'edisodio verrà trasmesso sui canali francesi Piwi+, Canal+ Family e uscirà in DVD per Arte Editions in marzo.

sabato 7 gennaio 2017

L'histoire extraordinaire d'Adam R.


Voici enfin sorti en librairie le nouvel album L'histoire extraordinaire d'Adam R., écrit pas Didier Lévy et publié par les Editions Sarbacane. Un livre qui raconte une histoire (vraie) terrible et merveilleuse, un livre qui est à la fois un hymne à l'amitié, à la tolerance, au droit de chaque être humain d'être aimé. Enfin, un livre qui nous conte le pouvoir énorme et magique des livres, beaucoup plus que des simples objets de loisir...
Bonheur et orgeuil d'avoir interpreté ce texte puissant, sensible et émouvant.

Ed ecco finalmente uscito il nuovo albo L'histoire extraordinaire d'Adam R., scritto da Didier Lévy e pubblicato da Sarbacane Edizioni. Un libro che racconta una storia (vera) terribile e meravigliosa, un libro che è un inno all'amicizia, alla tolleranza e al diritto d'essere amati di ciascun essere umano. Un libro, infine, che ci racconta il potere grandissimo e magico dei libri, molto di più che dei semplici oggetti per passare il tempo...
Gioia e orgoglio d'avere interpretato questo testo potente, sensibile e commovente. 


Quelques images avant de vous dévoiler plus dans la soirée de présentation du livre, qui aura lieu à la fin du mois à Milan. Tous les détails très bientôt, en suivant le blog et ma page Fb! Pour l'instant je vous laisse avec ce petit mystère...

Qualche immagine prima di svelarvi di più durante la serata di presentazione del libro, che avrà luogo a fine mese a Milano. Presto tutti i dettagli, seguendo il blog e la mia pagina Fb! Per il momento vi lascio con questo piccolo mistero...

venerdì 6 gennaio 2017

2017



BELLE ANNEE DE GENTILLESSE A TOUS
BUON ANNO DI GENTILEZZA A TUTTI

sabato 24 dicembre 2016

Bonnes Fêtes


Et pour les Fêtes de Fin d'Année, je souhaite à tous un zeste d'ironie et un morceau d'inattendu.
E per le Feste di Fine Anno auguro a tutti una scorzetta d'ironia e un pezzetto di inatteso. 

martedì 20 dicembre 2016

New Workshop

Anche quest'anno invitata da MiMaster terrò un corso d'illustrazione a Milano, sul tema dell'albo illustrato per bambini. Una settimana (dal 23 al 27 gennaio prossimi) nella quale orientarsi nel mondo del libro per l'infanzia e apprendere gli strumenti per progettare un albo illustrato. Dalla teoria alla pratica, in una giornata a metà del percorso mi affiancherà anche Emmanuelle Beulque, direttrice editoriale della casa editrice francese Sarbacane (la mia casa editrice da oltre dodici anni), per un confronto pratico e critico con gli allievi sui singoli progetti. Un corso completo, quindi, per chi desidera imparare un mestiere facendone esperienza concreta e formativa.

E un altro importante appuntamento si prepara per la settimana del workshop. Seguite il blog per aggiornamenti!


Invitée par MiMaster je donnerai même cette année des cours d'illustration à Milan. Thème du workshop: le livre illustré pour l'enfance. Une semaine (du 23 au 27 janvier prochains) dans laquelle apprendre à s'orienter dans le monde du livre jeunesse en s'appropriant des instruments nécessaires pour projeter un album. En passant de la thèorie à la pratique, à partir de la troisième journée je travaillerai côte à côte avec Emmanuelle Beulque, directrice éditoriale des éditions Sarbacane (mon éditeur depuis plus de douze ans) pour une confrontation pratique et critique sur les projets des elèves. Un parcours complet, donc, pour qui souhaite apprendre un métier en faisant une expérience concrète et constructive.

Un autre rendez-vous important se prepare pour la semaine du workshop. Suivez le blog pour les ajournements!

domenica 11 dicembre 2016

New Website!

Mon nouveau site est en ligne! Allez-y, regardez! C'est par ici.

Il mio nuovo sito è in linea! Dateci un'occhiata! E' da questa parte.

lunedì 21 novembre 2016

UN BAMBINO è UN BAMBINO è UN BAMBINO



UN BAMBINO è UN BAMBINO è UN BAMBINO.
Che si trovi a scuola, nel quartiere, in ospedale, ogni bambino è un mondo ricco e unico che ha diritto di essere protetto, accudito, coltivato ed espresso.
L'incipit, che parafrasa la poesia di Gertrude Stein Rose is a rose is a rose, riassume bene il progetto a favore della Fondazione De Marchi ONLUS, promosso dal Comitato CO4 del quartiere milanese Orti-Commenda, progetto al quale sono stata invitata a partecipare e mi sono dedicata con passione nell'ultimo mese.

Sabato 26 novembre si chiude la serie di laboratori che ho tenuto lungo tutto novembre con i bambini ricoverati alla Clinica pediatrica De Marchi di Milano e i bambini del quartiere. A partire dalle 16.30 all'Atelier Ciasmo di via orti, dopo l'ultimo appuntamento con i laboratori della stagione, tutti i bambini sono invitati a partecipare alla lettura e al laboratorio Strani animali, basato sul mio albo Questa è la storia, l'unico finora tradotto in italiano.

I collage realizzati dai bambini fuori e dentro l'ospedale durante i laboratori, verranno selezionati e diventeranno una serie di cartoline, affiche e altri oggetti, in vendita a partire dal 7 dicembre nei negozi del quartiere aderenti all'iniziativa. L'intero ricavato andrà a sostegno della Fondazione De Marchi ONLUS.

Per partecipare al laboratorio è necessario prenotarsi al 339 8693593.
Vi aspetto numerosi!

giovedì 3 novembre 2016

Petit Tout animé


La série télé La cabane à histoires débute après demain sur Piwi+ avec mon Petit Tout animé. Chouette!

La serie televisiva La cabane à histoires inizia dopodomani dul canale francese Piwi+, con il mio Petit Tout animato. Divertente!